
L'abito da sposa rappresenta da sempre e in quasi tutte le culture uno degli elementi più importanti della cerimonia. Presente nelle sue varianti classiche o moderne nell’immaginario di qualsiasi donna.
Nell’antica Grecia le spose indossavano tuniche candide, ma a quel tempo il bianco simboleggiava la gioia, non verginità e purezza.
Le spose romane erano avvolte invece da veli gialli e arancioni; quelle cinesi vestivano in rosso. Rosso è ancora oggi il colore nuziale delle spose indiane; le spose longobarde vestivano solo una tunica nera, mentre le fanciulle bizantine delle classi più ricche indossavano vesti di seta rossa con ricami in oro e pietre preziose. Nel Medio Evo e nel Rinascimento gli abiti nuziali erano molto colorati, perché sarebbero stati indossati anche in seguito, durante le feste. Il colore più usato comunque era il rosso, perché si riteneva che propiziasse le nascite. La tradizione dell’abito bianco per la sposa risale all’Ottocento.
Quando, nel 1854, la Chiesa riconobbe il dogma dell’Immacolata Concezione di Maria, ossia che la Vergine era nata senza peccato originale, quasi per onorare e invocare la protezione della Madonna, le giovani spose iniziarono a indossare abiti bianchi e il velo diventò simbolo sella sottomissione a Dio ed al marito.
Ancora oggi la ...